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June 30 "Il Dolo Berlusconi" di Marco Travaglio da www.voglioscendere.ilcannocchiale.it Quando il Lodo Schifani-bis, anzi il Lodo Alfano, anzi il Dolo Berlusconi sarà sulla Gazzetta Ufficiale, l’Italia sarà l’unica democrazia al mondo in cui quattro cittadini sono “più uguali degli altri” di fronte alla legge.
Un privilegio che George Orwell, nella “Fattoria degli animali”,
riservava non a caso ai maiali. E che, nell’Italia del 2008, diventa
appannaggio dei presidenti della Repubblica, del Senato (lo stesso
Schifani), della Camera e soprattutto del Consiglio. I massimi
rappresentanti delle istituzioni, che nelle altre democrazie devono dare il buon esempio e
dunque mostrarsi più trasparenti degli altri, in Italia diventano
immuni da qualunque processo penale durante tutto il mandato, qualunque
reato commettano dopo averlo assunto o abbiano commesso prima di
assumerlo. Compresi i reati comuni, “extrafunzionali”, cioè svincolati
dalla carica e persino dall’attività politica. Anche strangolare la moglie, anche arrotare con l’auto un pedone sulle strisce, anche stuprare la colf o molestare una segretaria. O magari corrompere un testimone
perché menta sotto giuramento in tribunale facendo assolvere un
colpevole. Che poi è proprio il caso nostro, anzi Suo. Come scrisse il
grande Claudio Rinaldi sull'Espresso a proposito del primo Lodo, "un'autorizzazione a delinquere". La suprema porcata cancella, con legge ordinaria - votata in un paio di minuti dal collegio difensivo allargato del premier imputato, che ha nome “Consiglio dei ministri” - l’articolo 3 della Costituzione repubblicana. Che recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…”. La questione è tutta qui. Le chiacchiere, come si dice a Roma, stanno a zero. Se tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge, non ne possono esistere quattro che non rispondono in nessun caso alla legge per un certo numero di anni in base alle loro “condizioni personali e sociali”, cioè alle cariche che occupano. Se la Costituzione dice una cosa e una legge ordinaria dice il contrario, la legge ordinaria è incostituzionale. A meno, si capisce, di sostenere che è incostituzionale la Costituzione (magari prima o poi si arriverà anche a questo). Ora, quando in una democrazia governo e parlamento varano una legge incostituzionale, a parte farsi un’idea della qualità del governo e del parlamento che hanno eletto, i cittadini non si preoccupano. Sanno, infatti, che le leggi incostituzionali sono come le bugie: hanno le gambe corte. Il capo dello Stato non le firma, il governo e il parlamento le ritirano oppure, se non accade nessuna delle due cose, la Corte costituzionale le spazza via. Ma purtroppo siamo in Italia, dove le leggi incostituzionali, come le bugie, hanno gambe lunghissime. Non è affatto scontato che il presidente della Repubblica o la Consulta se la sentano di bocciare la suprema porcata. A furia di strappi, minacce, ricatti, vere e proprie estorsioni politiche, il terrore serpeggia nelle alte sfere (che preferiscono chiamarlo “dialogo”). E anche la Costituzione è divenuta flessibile, anzi trattabile. Un mese fa è passata con tutte le firme e le controfirme una legge razziale (per solennizzare il 70° anniversario di quelle mussoliniane) denominata “decreto sicurezza”: quella che istituisce un’aggravante speciale per gli immigrati irregolari. Se fai una rapina e sei di razza ariana e di cittadinanza italiana, ti becchi X anni; se fai una rapina e sei extracomunitario, ti becchi X+Y anni. Vuoi mettere, infatti, la soddisfazione di essere rapinato da un italiano anziché da uno straniero. E il principio di uguaglianza? Caduto in prescrizione. Stavolta è ancora peggio, perchè non è in ballo il destino di qualche vuccumpra’, ma l’incolumità giudiziaria del noto tangentaro (vedi ultima sentenza della Cassazione sul caso Sme-Ariosto) che siede a Palazzo Chigi. Infatti è già tutto un distinguo, a destra come nella cosiddetta opposizione, sulle differenze che farebbero del Lodo-bis una versione “migliore” del Lodo primigenio. Il ministro ad personam Angelino Jolie assicura che, bontà sua, “la sospensione dei processi non impedisce al giudice l'assunzione delle prove non rinviabili, la prescrizione è sospesa, l'imputato vi può rinunciare. La sospensione non è reiterabile e la parte civile può trasferire in sede civile la propria pretesa”. Il che, ad avviso suo e di tutti i turiferari arcoriani sparsi nei palazzi, nelle tv e nei giornali, basterebbe a rendere costituzionale la porcata. Noi, che non siamo costituzionalisti, preferiamo affidarci a chi lo è davvero (con tutto il rispetto per Angelino e il suo gemellino Ostellino), e cioè all’ex presidente della Corte costituzionale Valerio Onida. Il quale, interpellato il 18 giugno da Liana Milella su la Repubblica, ha spiegato come e qualmente chi cita la sentenza della Consulta che nel 2004 bocciò il primo Lodo e sostiene che questo secondo la recepisce, non ha capito nulla: “La prerogativa di rendere temporaneamente improcedibili i giudizi per i reati commessi al di fuori dalle funzioni istituzionali dai titolari delle più alte cariche potrebbe eventualmente essere introdotta solo con una legge costituzionale, proprio come quelle che riguardano parlamentari e ministri… La bocciatura del vecchio lodo nel 2004 da parte della Consulta è motivata dalla violazione del principio di uguaglianza dei cittadini quanto alla sottoposizione alla giurisdizione penale”. L’unica soluzione per derogare all’articolo 3 è modificare eventualmente la Costituzione (con doppia lettura alla Camera e doppia lettura al Senato, e referendum confermativo in mancanza di una maggioranza dei due terzi). E non con una legge che sospenda automaticamente i processi alle alte cariche: sarebbe troppo. Ma, al massimo, con una norma che - spiega Onida - “introduca una forma di autorizzazione a procedere che consentirebbe di valutare la concretezza dei singoli casi. Ragiono su ipotesi, perché gli ‘scudi’ sono da guardare sempre con molta prudenza… La sospensione non dovrebbe essere automatica, ma conseguire al diniego di una autorizzazione a procedere. E comunque la legge costituzionale resta imprescindibile”. Insomma, quando Angelino Jolie sbandiera la “piena coincidenza del Lodo con le indicazioni della Consulta”, non sa quel che dice. La rinunciabilità del Lodo non significa nulla (comunque Berlusconi, l’unico ad averne bisogno, non vi rinuncerà mai: altrimenti non l’avrebbe fatto). E la possibilità della vittima di ricorrere subito in sede civile contro l’alta carica che le ha causato il danno, se non fosse tragica, sarebbe ridicola: uno dei quattro presidenti si mette a violentare ragazze o a sparare all’impazzata, ma i giudici non lo possono arrestare (nemmeno in flagranza di reato), nè destituire dall’incarico fino al termine della legislatura; in compenso le vittime, se sopravvivono, possono andare dal giudice civile a chiedere qualche euro di risarcimento… Che cos’è: uno scherzo? L’unica differenza sostanziale tra il vecchio e il nuovo Lodo è che stavolta vale per una sola legislatura: non per un premier che viene rieletto, nè per un premier (uno a caso) che passa da Palazzo Chigi al Quirinale. Ma ciò vale fino al termine di questa legislatura. Dopodichè Berlusconi, una volta rieletto o asceso al Colle, potrà agevolmente far emendare il Lodo, sempre per legge ordinaria, e concedersi un’altra proroga di 5 o di 7 anni. A questo punto si spera che il capo dello Stato non voglia cacciarsi nell’imbarazzante situazione in cui si trovò nel 2004 Carlo Azeglio Ciampi: il quale firmò (e secondo alcuni addirittura ispirò tramite l’amico Antonio Maccanico) il Lodo, e sei mesi dopo fu platealmente smentito dalla Corte costituzionale. Uno smacco che, se si dovesse ripetere, danneggerebbe la credibilità di una delle pochissime istituzioni ancora riconosciute dai cittadini: quella del Garante della Costituzione. Quando una legge è manifestamente, ictu oculi, illegittima, il capo dello Stato ha non solo la possibilità, ma il dovere di rinviarla al mittente prima che lo faccia la Consulta. In ogni caso, oltre al doppio filtro del Quirinale e della Consulta, c’è anche quello dei cittadini. Che, tanto per cominciare, scenderanno in piazza a Roma l’8 luglio contro questa e le altre leggi-canaglia. Dopodichè potranno raderle al suolo con un referendum, già preannunciato da Grillo e Di Pietro. Si spera che anche il Pd - se non gli eletti, almeno gli elettori - vi aderirà. Si attendono smentite al commento più scombiccherato della drammatica giornata di ieri: quello della signora Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, secondo la quale “il Lodo deve valere dalla prossima legislatura”. Così il Caimano si porta dietro lo scudo spaziale anche al Quirinale. Non sarebbe meraviglioso? June 23 Leggenda Celtica, dalle Saghe di Aeuropaeum (i triestini capiranno...)A.A.A.: PER CAPIRE QUESTO INTERVENTO DOVETE AVERE UNA SAGRA CELTICA DIETRO CASA
Ora vi narrerò la storia di un'antica battaglia, combattutasi tra due valorosi eserciti nella desolata landa di Viennthaford. Le armate delle terre di Ithaliandhur e Spagnanfhurdh, si scontrarono in un tenzone senza esclusione di colpi, con le micidiali folate offensive degli armigeri spagnani sempre respinte (a volte con molta fortuna) dai guerrieri delle retrovie di Ithaliandhur, capitanati dal valoroso guardiano di mille battaglie Jan Loois Boopphawn e rinfrancati dall'eroica prova del giovane guerriero Jeorge Khiellhain. I continui attacchi portati da Pherdhinand Thorresawn e Dhavid Vhillain facevano paura ai civili che assistevano al furioso scontro. Dal canto loro gli Ithalians resistevano strenuamente e provavano a ribaltare il fronte grazie al veloce Anthon Casshain e ai due cavalieri che presidiavano le fasce e le percuotevano in velocità Jan Luke Zainbrout e Phabius Groossing. Purtroppo Iker Chasillain e gli altri guardiani spagnani erano più tranquilli perché, colui che un tempo era il più valoroso guerriero di Ithaliandhur, il gigante Luke Thons, in quei giorni era inviso agli Dei. La battaglia non pareva avere fine: l'assedio al portale di Ithaliandhur continuava senza tregua. Dopo un'attesa lacerante i condottieri delle due armate, il riccioluto Rhobert Dhonadoons (che tanto doveva agli Dei per la fortuna avuta nel complicato passaggio dalle terre di Primuthurnur a quelle di Kwarthudeephinawl) e il vegliardo Loois Arrhaghonees, capirono ciò che il final di tanta e tale lotta sarebbe stato. La disciplina mortale, la Fatale Lotteria gradita agli Dei del Valhalla: i tiri del Righundhur! Ahi, quanto si fa doloroso qui il narrare di questo scontro epico! Qui, tornò a galla la storica sfortuna delle armate di Ithaliandhur nella disciplina del Righundhur, quella che nell'antica sfida di Bherlin, che tutti ad Ithaliandhur ricordano, era svanita. I tristi errori, davanti al Portale nemico, del baldo giovane Dhaniel MacReds e dell'uomo proveniente dalle Terre del Sud, Anthon MacNathan, consegnarono all'esercito di Spagnandhur l'accesso alla rigogliosa terra di Saemiphynalya.
bon, che boiate che riesco a scrivere a volte, coooooooooomunque, ieri oltre a 'sta partita del cazzo, mi è morto lo schermo del pc, e tra due giorni ho un esame...periodo fenomenale, isn't it?
June 18 Decreto "Sicurezza" e Affini...Continua la demolizione della democrazia italiana da parte del Popolo della Libertà Provvisoria. Il passo per cui si stanno preparando, è la sospensione dei processi per reati sulla carta meno gravi: come quelli in cui sono coinvolti il nano e i suoi amici, con la scusa di velocizzare i processi per i reati più gravi. "Un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti": questa l'opinione di Berlu in una lettera al Presidente della Camera Schifani, diligentemente letta in aula tra gli applausi del suo schieramento. Naturalmente, la parte che ha più successo è quella dove il nano malefico farnetica su presunte "aggressioni della magistratura" nei suoi confronti, e più dopo, dove invoca una norma che tuteli "le alte cariche dello Stato e degli organi costituzionali, sospendendo i processi e la relativa prescrizione per la loro durata in carica". L'opposizione, che sembrava essersi finalmente data una svegliata, osservando giustamente che la sospensione di quei processi non ha niente a che fare con la pubblica sicurezza, non è comunque riuscita a far passare un decreto per sospendere la votazione di questa delirante legge. Inoltre i berlusconiani come Vizzini mentono spudoratamente e consciamente, quando dicono che le norme "a tutela delle più alte cariche dello stato" sono presenti in gran parte delle democrazie: non hanno mai sentito parlare dell'impeachment? Qualcuno gli deve raccontare la storia del Caso Watergate? E comunque, se in Europa il caso di Berlusconi è più unico che raro, è solo perché nessun politico sensato al di fuori dall'Italia va a mettersi le mani in pasta come ha saputo fare il nano malefico.
La spudoratezza totale di Silvio & co. oggi è emersa anche da un'altro fatto: la ricusazione contro il presidente della decima sezione del Tribunale di Milano Nicoletta Gandus, nell'ambito del processo per corruzione in atti giudiziari. Secondo quei visionari sotto allucinogeni che sono i legali del tappo del bidet Italia, da parte del giudice Gandus sarebbero state fatte "reiterate manifestazioni di pensiero" che "appalesano" una "inimicizia grave nei confronti dell'imputato Berlusconi". Ovviamente, è già partita a ruota, una nuova campagna anti-magistrati da parte della disinformatija berlusconiana: bastava sentire il servizio anti-Borrelli mandato in onda oggi nell'edizione di Studio Aperto delle 18:30, roba al limite della diffamazione.
Se a tutto ciò aggiungiamo anche l'idea di mandare in città 2500 soldati, quando i concorsi per un posto in polizia sono fermi da anni, ci resta veramente poco da sperare.
p.s.: per fortuna che c'è ancora l'Italia del calcio a darci qualche speranza (e pure quella stava svanendo, visto com'erano iniziati gli Europei). 2-0 alla Francia e quarti di finale, GRANDI AZZURRI
June 17 MuahahahSu internet si possono trovare notizie veramente spettacolari
http://sexcity-blog.excite.it/news/9470/Cesena-coppia-dark-fa-sesso-in-chiesa direi che il link parla da solo
Posso solo fare qualche considerazione:
1) Non voglio fare nessun giudizio morale sulla vicenda.
2) Se per loro "fare sesso in chiesa è come farlo in qualsiasi posto", non potevano trovarne uno migliore?
3) Leggete anche i commenti all'articolo per trovare piccoli e grandi esempi di demenza, da una parte e dall'altra.
4) Tutto il resto è da spanzo June 12 "La legge Arsenio Lupin" di Marco Travaglio da www.voglioscendere.ilcannocchiale.itPer restare sul tema intercettazioni
Ora d'aria l'Unità 10 giugno 2008 Pierpaolo Brega Massone, nomen omen, capo della chirurgia toracica nella clinica Santa Rita convenzionata con la Regione Lombardia, l’uomo che in un sms si definiva “l’Arsenio Lupin della chirurgia”, è decisamente sfortunato. Se avesse atteso la legge Berlusconi sulle intercettazioni prima di architettare le truffe e gli scambi di fegati, polmoni, milze e cistifellee contestati dagl’inquirenti, sarebbe libero di proseguire i suoi maneggi con rimborso a pie’ di lista con i colleghi e/o complici. Invece è stato precipitoso. Uomo di poca fede, ha sottovalutato le potenzialità impunitarie del premier. Ora qualcuno parlerà di “arresti a orologeria” (nella solita Milano) per bloccare la mirabile riforma del Cainano: per non disturbare, gli inquirenti milanesi avrebbero dovuto aspettare qualche altra settimana e lasciar squartare qualche altra decina di pazienti. Perché quel che emerge dalle intercettazioni dell’inchiesta sulla clinica Santa Rita fa piazza pulita di tutte le balle e i luoghi comuni che la Casta, anzi la Cosca sta ritirando fuori per cancellare anche l’ultimo strumento investigativo che consente di scoprire i suoi reati. Le intercettazioni dei simpatici dottori sono contenute nelle ordinanze di arresto, dunque non sono più segrete, ergo i giornalisti le pubblicano. Qualcuno può sostenere che così si viola la privacy degli arrestati? O che, altra panzana a effetto, si viola la privacy dei non indagati? Sappiamo tutto delle malattie dei pazienti spolpati in sala operatoria per incrementare i rimborsi regionali: più violazione della privacy di questa, non si può. Eppure nemmeno la privacy dei pazienti innocenti, anzi vittime, può prevalere sul diritto dei cittadini (comprese le altre vittime reali o potenziali della truffa) di sapere tutto e subito. Sì, subito, con buona pace dei vari Uòlter, che ancora la menano sul divieto di pubblicare intercettazioni pubbliche fino al processo (che si celebrerà, se va bene, fra 3-4 anni). Restano da esaminare le altre superballe di marca berlusconiana (ma non solo). 1) Le intercettazioni in Italia sarebbero “troppe”. Il Guardasigilli ad personam Alfano dice addirittura che “gran parte del Paese è sotto controllo”. Figuriamoci: 45 mila decreti di ascolto all’anno, su 3 milioni di processi, sono un’inezia. Le intercettazioni non sono né poche né troppe: sono quelle che i giudici autorizzano in base alle leggi vigenti, in rapporto all’unico parametro possibile: le notizie di reato. In Italia ci sono troppi reati e delinquenti, non troppe indagini e intercettazioni. L’alto numero di quelle italiane dipende dal fatto che da noi possono effettuarle solo i giudici, con tutte le garanzie dal caso, dunque la copertura statistica è del 100%. Negli altri paesi a intercettare sono soprattutto servizi segreti e polizie varie (in Inghilterra addirittura il servizio ambulanze e gli enti locali), senz’alcun controllo né statistica. 2) Le intercettazioni andrebbero limitate in nome della privacy. Altra superballa: la privacy è tutelata dalla legge sulla privacy, che però si ferma là dove iniziano le esigenze della giustizia. Ciascuno rinuncia a una porzione della sua riservatezza per consentire allo Stato, con telecamere sparse in ogni dove e controlli svariati, di reprimere i reati e proteggere le vittime. 3) Le intercettazioni “costano troppo”. Mavalà. A parte il fatto che costano molto meno di quanto fanno guadagnare allo Stato (due mesi di ascolti a Milano sulle scalate bancarie han fatto recuperare 1 miliardo di euro, quanto basta per finanziare 4 anni d’intercettazioni in tutt’Italia, che nel 2007 son costate 224 milioni), potrebbero costare zero euro se lo Stato, anziché pagare profumatamente i gestori telefonici, li obbligasse - sono pubblici concessionari - a farle gratis. Un po’ come si fa per le indagini bancarie, che gli istituti di credito - pur essendo soggetti privati - svolgono gratuitamente. 4) I giudici - si dice - devono tornare ai “metodi tradizionali” e intercettare di meno. Baggianata sesquipedale: come dire che i medici devono abbandonare la Tac e tornare allo stetoscopio. Una conversazione carpita a sorpresa è un indizio molto più sicuro e genuino di tante dichiarazioni di testimoni o pentiti. E poi di quali “metodi tradizionali” si va cianciando? Se nessuno più parla perché i collaboratori di giustizia sono stati aboliti per legge (art. 513, “giusto processo”, legge sui pentiti) e l’omertà mafiosa viene pubblicamente elogiata (“Mangano fu un eroe perché in carcere non parlò”), come diavolo si pensa di scoprirli, i reati? Travestendosi da Sherlock Holmes e cercando le impronte con la lente d’ingrandimento? Inventatevene un’altra, per favore. June 10 Ma va che merda...Non ho mai visto una partita così merdosa da parte della nazionale...altro che Zambia...una squadra sulle gambe, che arriva a un'importante manifestazione internazionale senza compattezza, mal messa in campo e che non è stata cambiata minimamente dopo il disastro del primo tempo...non ci credo... June 08 IntercettazioniLa democrazia italiana è in prognosi riservata. Quando il capo di un governo annuncia una legge che vieta le intercettazioni (tranne, almeno, quelle su criminalità organizzata e terrorismo) e che prevede 5 anni di galera per chi le fa e chi le pubblica, la democrazia sta male. Semplicemente, una cosa inaudita in qualsiasi democrazia del mondo occidentale. Una legge che prevede il carcere per i poliziotti e i magistrati che vorrebbero usare le intercettazioni nelle loro indagini, e per i giornalisti che vorrebbero pubblicarle, per far sapere alla gente quanta merda c'è dietro qualcosa che sembra pulito. Mi viene in mente lo scandalo di Calciopoli: senza le intercettazioni, adesso Moggi e la Juventus della Triade continuerebbero a ladrare in libertà il campionato italiano. E questa legge sarà fatta in nome di una presunta privacy dei cittadini, che visto il losco passato di Nano Magno, e di buona parte dei suoi amici e colleghi di partito, possiamo facilmente tradurre in "coda di paglia" o ancora in "sentimento di impunità", cioè quel che lo ha sempre spinto nella produzione legislativa di tutti i suoi governi.
Due piccoli approfondimenti: http://www.corriere.it/politica/08_giugno_07/intercettazioni_giro_di_vite_polemiche_c4117d30-34b4-11dd-befe-00144f02aabc.shtml
June 02 Serie ADaniele Arrigoni riporta in A, una squadra che in questa stagione, magari non avrà fatto tremare il mondo, ma sicuramente la Serie B e che ha giocato come si fa solo in Paradiso PALMARES:
7 Scudetti (1924-25, 1928-29, 1935-36, 1936-37, 1938-39, 1940-41, 1963-64)
2 Coppe Italia (1969-70, 1973-74)
3 Mitropa Cup (1932, 1934, 1961)
1 Coppa di Lega Italo-Inglese (1970)
1 Coppa Intertoto (1998) |
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