jacopo's profileIl Regno Dei FiniPhotosBlogLists Tools Help

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    November 16

    Parliamo di Calcio

    Forse possiamo vederlo un po' come un atto di giustizia. Verso chi non lo so...Verso un possibile gran giocatore da sempre limitato al ruolo di leggenda provinciale? Verso Maglie, cittadina del Salento, la cui squadra non è mai andata oltre le serie dilettantistiche, e in cui questo giocatore è già una leggenda? O verso il popolo di internet, che da anni aveva fatto circolare i pochi filmati esistenti delle sue gesta nei polverosi campi dei dilettanti, tramite canali di informazione come Youtube e Emule? Vogliamo dire che è una rivincita del calcio di provincia rispetto a quello ipermiliardario che stradomina al giorno d'oggi?
    Questo è poco importante. L'importante è sapere che, a 10 anni dal suo addio al calcio giocato, anche il mondo del giornalismo calcistico più "mainstream" si è accorto delle prodezze di Antonio Toma. Nella fattispecie, è stato il giornale spagnolo "Marca" ad eleggere il suo gol, nella partita Agripoli-Matino 0-1, della stagione '91/'92, come il più bello della storia.A bocca aperta

    Questo è il goal
     

    E questo è il link all'articolo di "Marca" http://www.marca.com/edicion/marca/futbol/internacional/es/desarrollo/1181738.html

    Infine, una biografia di Toma dal sito Maglieweb http://www.maglieweb.it/web/page.php?sez=speciali&pag=antoniotoma&arg=tomamaglie
    November 06

    I Nostri Politici Non Ci Risparmiano Mai Nulla: Specialmente Le Figure Di Merda

    Dopo la storica elezione di Barack Obama a presidente degli Stati Uniti, ovviamente i nostri politici italiani non potevano esimersi dal dire la loro. Tralasciando le dichiarazioni di comodo come complimenti e simili, due esternazioni di esponenti della maggioranza si sono fatte notare per la loro idiozia e per i danni portati di sicuro all'immagine internazionale dell'Italia. Prima, il brillantissimo aennino Gasparri, uno che si è sempre fatto notare per l'intelligenza delle sue uscite, e che ieri è riuscito a dire: "Con Obama alla Casa Bianca, forse Al Qaeda è più contenta"

      


    E poi, l'immancabile, ineguagliabile, incorreggibile, incontrastabile NANO DI MERDA, che facendo notare tutta la sua apertura mentale e tutta la sua competenza e consapevolezza del ruolo che ricopre a livello internazionale, è riuscito a dire che: "Obama è bello, giovane e abbronzato". Insomma, mancava soltanto che lo chiamasse "faccino nero, bell'abissino" (tanto il Kenya è sempre in quella zona, no? E a Silvio penso che interessi poco la geografia) per completare la merdata di turno. Vi lascio all'articolo preso da l'Unità.it.

    http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80648

    Che vergogna, per Berlusconi Obama è bello e abbronzato

    Finocchiaro: che altro aspettarsi da lui?


    È bello, giovane e abbronzato». Di chi parla Berlusconi? Non di suo figlio, né dell’ultima star arruolata per Mediaset. Parla di Baraci Obama, il nuovo presidente degli Stati Uniti. E anche stavolta ci siamo fatti riconoscere. Il premier fa l’ennesima gaffe e come al solito finge di non rendersene conto. Dare dell’abbronzato a Obama? «È una carineria assoluta, un grande complimento». E quelli che non capiscono le battute, aggiunge, «vadano a...».

    L’opposizione tenta di riparare all’irreparabile. «La migliore delle ipotesi è che Berlusconi non riesca più a controllarsi» dice Dario Franceschini, vicesegretario del Pd. Il premier «dimentica che le sue parole coinvolgono l’immagine del nostro Paese nel mondo. Dire che il presidente degli Stati Uniti è “giovane, bello e anche abbronzato” - sottolinea Franceschini - suonerà alle orecchie di tutto il mondo come una offesa carica di pericolose ambiguità. Chieda subito scusa e non coinvolga più l’Italia nelle sue affermazioni quantomeno di pessimo gusto».

    Poco dopo interviene anche il segretario Veltroni, secondo il quale l’uscita di Berlusconi colpisce «gravemente l'immagine e la dignità del nostro Paese sulla scena internazionale e rischiano di provocare – aggiunge – una incrinatura nei rapporti di amicizia con quel Paese e quel popolo che ha dato al mondo un grande segnale di speranza e cambiamento. Un uomo di Stato – prosegue Veltroni - non può consentirsi, con battute da cabaret, questa mancanza di rispetto che caratterizza spesso i comportamenti pubblici del Presidente del Consiglio. Auspichiamo che al nuovo presidente americano vengano al più presto rivolte scuse ufficiali e che da parte di tante persone serie presenti all'interno del centro-destra italiano possano venire prese di distanza da questi intollerabili comportamenti».

    Della stessa opinione anche l’Italia dei Valori. Il capogruppo alla Camera Massimo Donadi sostiene che «con le sue battute infelici e grevi Berlusconi scredita l'Italia sullo scenario internazionale. Mai un presidente del Consiglio era caduto così in basso, lasciandosi andare a battute d'avanspettacolo che tradiscono un razzismo strisciante».

    Il problema è che, ora che “l’amico Bush” se n’è andato, a Berlusconi interessa mantenere buoni rapporti almeno con “l’amico Putin”: e così, da Mosca, in conferenza stampa con il presidente russo Medvedev, fa la sua battutaccia su Obama, che secondo lui è stato «presentato quasi come un messia e quindi carico di speranze che ci auguriamo veramente che non vadano deluse». Di certo, Berlusconi non ci delude mai, e riesce sempre a superarsi in peggio. Anche a Mosca ha spiegato che per avere buoni rapporti tra Russia e Italia, «anche gli spaghetti e la pizza possono aiutare».

    «Il povero Gasparri - è l’opinione di Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo21 – è stato giustamente crocifisso per la sue battute su Obama, ma Berlusconi non ha voluto perdere l'occasione per riprendersi il primato. Le sue dichiarazioni sull'Obama “giovane bello e abbronzato” – ricorda Giulietti – espressione quanto mai infelice utilizzata qualche anno fa da Calderoli per insolentire la giornalista Rula Jebreal non solo non fanno neanche ridere, ma dal punto di vista delle gaffe istituzionali – conclude – forse sono alla pari col gesto delle corna che fece ridere il mondo intero sulle spalle dell'Italia».