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    November 24

    Fabio Caressa Dixit

    Il calcio italiano vince in un momento di grande difficoltà, in un momento in cui dicevano che sarebbe finito, ma il calcio in Italia non finisce mai, il calcio in Italia non può finire mai, perché possono fare qualsiasi cosa, ma dal cuore e dall'anima degli italiani, il calcio non lo strapperanno mai...
     
     
    Questa è una delle frasi meno conosciute della telecronaca di Italia - Francia, l'ho riscoperta stasera, guardando la partita, e mi è piaciuta subito. Comunque lo devo ammettere: non smetterò mai di romper l'anima a tutti coi Mondiali di quest'anno
    November 18

    Addio a Ferenc Puskas

    Ieri, 17 novembre 2006, è scomparso uno dei più grandi fuoriclasse della storia del calcio mondiale: Ferenc Puskas. Aveva 79 anni ed era malato di Alzheimer da tempo. Interno di punta di Honved, Real Madrid e nazionale ungherese segnò 1156 reti in carriera. Con la maglia della nazionale fu il principale protagonista del periodo d'oro del calcio ungherese, gli anni dal 1945 al 1954, quelli dell'Aranycsapat. Una squadra straordinaria, che oltre a lui poteva contare su altri fuoriclasse come Kocsis, Hidegkuti, Grosics, Czibor, Boszik, Palotas, tutti passati alla storia. Da record i risultati raggiunti con i magiari: 84 gol in 85 partite in nazionale per lui (record internazionale fino al 2003, quando è stato battuto dall'iraniano Ali Daei), un oro olimpico (Helsinki 1952), vittorie in Coppa Internazionale e Coppa Dei Balcani, le vittorie di Wembley e Budapest sull'Inghilterra dei "maestri" (6-3 e 7-1), quella sull'Italia per 3-0, il 17/5/1953, nell'amichevole che inaugurava lo Stadio Olimpico (queste tre in una lunghissima serie di risultati positivi), con un'unica mancanza: il titolo di Campione del Mondo, sfuggito a sei minuti dalla fine in un beffardo pomeriggio di Berna, contro una Germania Ovest (2-3) che non può dirsi al di sopra di ogni sospetto. La Grande Ungheria finì con quella sfortunatissima partita, da lì inizio la sua leggenda. Dopo la rivoluzione di Budapest del 1956, Ferenc si rifugiò in Italia (dov'era in tournée con la sua Honved) dove però non poté giocare a causa del veto imposto dal regime comunista, con l'intercessione della FIFA. Allora si fece avanti il Real Madrid, squadra simbolo del regime franchista spagnolo, acerrimo nemico del comunismo. Nel 1958, tornò in campo con la camiseta blanca delle merengues. Fu la ciliegina sulla torta di una squadra già fortissima, che dominava in Europa. Con Di Stefano, Gento, e compagni, in 8 stagioni, vinse 5 campionati spagnoli, 3 Coppe Dei Campioni, e 1 Coppa Di Spagna; segnò 155 reti in 180 partite nella Liga e 35 in 37 partite nelle Coppe Europee (tra cui le 4 nella finale di Coppa Campioni con L'Eintracht Francoforte, impresa tuttora ineguagliata). Giocò 4 partite con la nazionale spagnola (disputando con le Furie Rosse i Mondiali del 1962) senza riuscire a segnare. Lasciò il calcio nel 1966, a 39 anni, per fare l'allenatore. Purtroppo, per varie ragioni, di calciatori così non ne nascono più. Ci mancherà
    November 07

    Quello Che Ci (e soprattutto Mi) Serve

    Facoltosi Investimenti Grandi Affari